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Presentazione

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Presentazione

Perché un archivio

L’Ordine Architetti Bologna, tra i pochissimi in Italia, possiede un significativo patrimonio archivistico, che consiste attualmente in quattro fondi storici di professionisti, tutti acquisiti per donazione da parte degli eredi, al fine di garantire la loro conservazione e consultazione. A volte si è trattato di veri e propri salvataggi da imminenti dispersioni o cancellazioni.

Per dare risalto al proprio patrimonio archivistico, da vari anni l’Ordine, attraverso l’opera della commissione cultura, ha attivato numerose iniziative aperte a tutti per divulgare tale patrimonio, sia creando occasioni di accesso all’archivio, sia proponendo iniziative cittadine ispirate ai temi che simili materiali possono suggerire. Sono state promosse mostre, visite guidate all’architettura e incontri, spesso in collaborazione con altri archivi e istituzioni della città, per ampliare la conoscenza dei progetti e della città del Novecento, puntando ad una maggiore sensibilità verso questi aspetti della nostra cultura e della nostra quotidianità.

Fondi conservati

Fondo Attilio Muggia (1861/1936), acquisito nel 1995, è particolarmente rilevante per indagare l’evoluzione tecnica e progettuale dei primi anni del Novecento, in quanto Attilio Muggia è stato uno dei pionieri in Italia del cemento armato, licenziatario tra i primissimi del brevetto Hennebique. Fondatore di una vera e propria tradizione didattica presso la Scuola per Ingegneri di Bologna, maestro riconosciuto, tra gli altri, di progettisti come Giuseppe Vaccaro, Enrico De Angeli e Pierluigi Nervi, che fu anche suo collaboratore professionale. Nel fondo sono presenti oltre 13.000 disegni, riguardanti ogni genere di costruzione, dai fabbricati civili ed industriali, alle opere infrastrutturali di ogni tipo, in cui spesso l’uso del cemento armato rappresenta elemento di innovazione e sperimentazione.

Dal 2013 sono in corso interventi di pulizia, disinfezione e restauro rivolti all’intero fondo, con ricollocamento in nuove camicie e in nuove cassettiere appositamente acquistate. Tali opere sono rese possibili anche grazie ai contributi erogati dal Ministero Beni Culturali, tramite la locale Soprintendenza Archivistica, che segue con gratificante attenzione le attività divulgative espresse dall’Ordine sul tema archivi.

Fondo Enrico De Angeli (1900/1979), acquisito nel 1993, documenta l’attività estremamente articolata dell’autore, che ha dato alla città di Bologna alcuni degli interventi architettonici più qualificati, purtroppo in molti casi non più esistenti. Laureato nel 1924 in Ingegneria a Bologna, allievo di Muggia, inizia subito una intensa attività pubblicistica, partecipe dell’intenso dibattito architettonico che si sviluppa in quegli anni. Risale al 1934 il suo capolavoro, la villa Gotti. Nel dopoguerra opere di rilievo sono l’emporio Schiavio, il negozio Corradi, l’Aula di storia dell’arte all’ateneo bolognese. Il disegno dell’architettura si compendia sempre, nel lavoro di De Angeli, nello studio assiduo e intransigente di dettagli e finiture.

Fondo Luigi Saccenti (1885/1972), acquisito nel 1995, testimonia l’attività svolta a partire dalla formazione all’Accademia, dove è assistente di Edoardo Collamarini, suo principale maestro, fino ai progetti della maturità, nel complesso rivolti principalmente all’edilizia residenziale e all’arredamento. Da segnalare, tra le sue opere, le ville Schiavio (1931) e Beau (1935), oltre a numerose tombe e cappelle funerarie.

Fondo Stefano Pompei (1934/2005), acquisito nel 2012, comprende sia l’archivio professionale che la biblioteca ad esso correlata. Architetto e urbanista, Pompei è stato un interprete attivo e sensibile della teoria e dell’applicazione urbanistica più avanzata, autore  di numerosi piani regolatori sul territorio nazionale. I materiali progettuali sono stati oggetto di recente ricognizione da parte di personale esperto, assistito dalla Soprintendenza Archivistica di Bologna, con la collaborazione di alcuni colleghi volontari.

Fondo riviste Alberto Legnani (1894/1958), donato dalla nipote Federica Legnani nel 2012: una pregiata e panoramica rassegna di storiche riviste europee di architettura, urbanistica e design, risalenti ai primi decenni del Novecento, testimonianza della aperta visuale culturale di chi le raccolse, uno dei più autorevoli architetti del nostro territorio.

Work in progress

Nel 2014, per iniziativa della Fondazione Gramsci Emilia Romagna è stato proposto all’Ordine l’affidamento dell’archivio di Leone Pancaldi (1915/1995), architetto e pittore, autore di numerosi progetti di valenza pubblica e urbana, realizzati principalmente a Bologna, sua città natale. E’ in corso di definizione la procedura per formalizzare tale donazione. Nel marzo 2015, presso Urban Center Sala Borsa è stata allestita una prima esposizione di alcuni materiali dell’archivio (fotografie, disegni, un plastico), per annunciare alla città l’affidamento di questo patrimonio, da destinare ad una ampia e pubblica consultazione.

Nel 2015 il maestro Tito Gotti ha avviato la donazione di alcuni arredi originali provenienti dalla villa bolognese che fu commissionata dal padre ad Enrico De Angeli nel 1933, ancora oggi quasi integralmente conservata dagli attuali proprietari. Di tali arredi sono conservati in archivio vari disegni di studio, esecutivi, fotografie dell’epoca.

AAA Italia – onlus, una rete per gli archivi

L’Ordine di Bologna fa parte dell’Associazione nazionale degli Archivi di Architettura - onlus. Forte dell’esperienza maturata nel campo della diffusione della cultura architettonica, l’Ordine ha impostato da tempo attività divulgative per avvicinare i fondi archivistici - propri e di altre istituzioni cittadine - ad un pubblico ampio, che rappresenta un significativo compendio a quello di studiosi, studenti e professionisti che normalmente ricorrono all’archivio. In virtù di queste azioni è uno dei principali protagonisti della Giornata Nazionale degli Archivi di Architettura (che si svolge ogni anno a maggio), manifestazione in cui tale approccio sperimenta il raffronto tra le carte di archivio e la realtà costruita attuale.

Nell’ottobre 2014 l’Ordine è stato eletto dall’assemblea dei soci nel nuovo Comitato Tecnico Scientifico Operativo dell’associazione, con ruolo di segreteria e tesoreria: un incoraggiante riconoscimento al lavoro svolto nell’ambito di AAA Italia, e più in generale in quello della cultura dell’architettura, fatta di documenti, testimonianze e di opere costruite.