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Monologo teatrale SPEER ARCHITETTURA E|E’ POTERE

Monologo teatrale SPEER ARCHITETTURA E|E’ POTERE

Data: 
Mercoledì, Marzo 14, 2018 - 21:00
Luogo: 

Teatri di Vita in via Emilia-Ponente 485 all’interno del Parco dei Pini

L’Ordine degli Architetti di Bologna ha il piacere di segnalare lo spettacolo:

 

SPEER ARCHITETTURA E|E’ POTERE 

di Kristian Fabbri, 

regie Benoit Felix Lombard interprete Ettore Nicoletti.

 

Monologo teatrale sulla figura dell’architetto e sul rapporto tra l’architettura e il potere.

 

Maggiori info e biglietti al link

 

Albert Speer è l’architetto di Hitler, l’uomo che ha modellato le sue monumentali ambizioni architettoniche e ne ha disegnato l’immagine di potere. Processato a Norimberga, fu rinchiuso fino al 1966 nel carcere di Spandau, e morì a Londra nel 1981.

In questo spettacolo, ispirato ai Diari segreti di Spandau scritti durante i 20 anni di carcere, l’architetto del potere, ha soltanto un’ora di tempo per raccontare la sua colpa e convincere gli spettatori a emettere una sentenza. Perché l’ambizione divorante, l’ossessione per l’ideale di bellezza, il desiderio di creare un mondo nuovo e il dubbio se vendere l’anima al diavolo o battersi contro le ideologie dominanti, sono le domande di ogni essere umano al cospetto delle atrocità del mondo.

 

La struttura scenica rispetta le dimensioni della cella di Speer nella prigione di Spandau: 3 metri di lunghezza e 2,70 di larghezza. E’ qui, nella penombra che Speer, architetto della luce, si condanna e si giustifica al tempo stesso: anche voi avreste fatto come me per la grandezza dell’Architettura! Ma cos’è l’Architettura? Costruire è anche distruggere, modificare la terra e l’uomo. Perché sono gli architetti che decidono i luoghi del quotidiano e dei riti della domenica, sono loro che danno l’immagine del potere, perché è l’occhio che sceglie.

 

E intanto, quella piccola cella, che racchiude un gigante dell’architettura e del regime nazista, viene rivestita da uno spazio sonoro composto dalle note di una composizione di Luigi Nono: “Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz”.